PROGETTO ““AVRÒ CURA DI TE”
Interventi di sanità comunitaria, riabilitazione clinica e inclusione scolastica per minori con disabilità e patologie croniche nella Diocesi di Marsabit (nord del Kenya).
Background
La Contea di Marsabit, a nord-est del Kenya, presenta un elevato tasso di vulnerabilità socio-sanitaria, caratterizzato da scarsa accessibilità ai servizi di screening neonatale, barriere geografiche ed economiche alle cure di secondo livello, e stigma sociale legato alle disabilità neuropsichiche e psicomotorie.
Marsabit, infatti, è una contea estesa quanto l’Italia settentrionale situata in un territorio molto arido. La popolazione vive nelle manyatte in condizioni di vita precarie: mancano l’acqua, il cibo e spesso anche le cure sanitarie di base. A soffrire maggiormente sono solitamente i bambini e i soggetti più fragili (anziani e disabili), affetti da patologie più serie e gravi che necessitano di cure specialistiche ma che spesso vedono negato il diritto ad avere una speranza di guarigione ed un futuro di vita.
Il progetto risponde alla necessità di garantire il diritto alla salute e all’istruzione inclusiva per minori affetti da patologie congenite (idrocefalo, piede torto equino-varo), disabilità cognitivo-relazionali (Sindrome di Down, Disturbi dello Spettro Autistico) e disabilità fisiche.
Obiettivi Specifici
- Presa in carico: screening sul campo nei contesti rurali (manyatte) in collaborazione con il personale sanitario locale.
- Accesso alla chirurgia, riabilitazione e cure: finanziamento e accompagnamento logistico per interventi correttivi (es. 5 casi di piede torto e 1 di idrocefalo trattati nel biennio 2025/2026), cicli di fisioterapia e terapie mediche mirate.
- Inclusione educativa specialistica: inserimento terapeutico-pedagogico presso istituti accreditati (Meru School, Kaga School for Deaf) per lo sviluppo delle autonomie personali e delle competenze comunicativo-relazionali.
Come nasce il progetto
Il progetto “Avrò cura di te” nasce nell’estate 2013, al ritorno da un viaggio missionario a Marsabit, diocesi nel nord-est del Kenya.
Ogni anno volontari della diocesi di Brindisi-Ostuni si recano presso la diocesi di Marsabit per vivere un’esperienza missionaria. Il legame tra la diocesi di Brindisi-Ostuni e la diocesi di Marsabit ha radici profonde nel tempo: nasce dall’invio, alla fine degli anni ‘80, di due sacerdoti di Brindisi, don Donato Panna e don Fernando Paladini, come parroci a Marsabit, nella parrocchia di Laisamis. Da quel momento, anche se oggi non ci sono sacerdoti di Brindisi a Marsabit, la collaborazione tra le due chiese continua grazie al lavoro costante del Movimento Amici di Marsabit e dell’Associazione pubblica di fedeli Prendi il largo, che ne rappresenta il suo braccio amministrativo.
Durante quel viaggio, i volontari hanno incontrato Halkano: 8 mesi, 4 chili e gravi problemi di salute. Lo hanno accolto, amato e curato, sfidando ogni ostacolo. Halkano, però, ha messo tutti davanti alla propria piccolezza e impotenza: nonostante tutti gli sforzi profusi, Halkano è venuto a mancare dopo pochi mesi. All’inizio la sua perdita è sembrata una sconfitta, ma con il tempo il suo sacrificio ha trasformato i cuori di chi lo ha conosciuto e di chi ha ascoltato la sua storia. Halkano ha rafforzato la strada dell’accoglienza e della cura dei più deboli e indifesi. L’anno successivo i volontari sono tornati nella manyatta di Halkano, un piccolissimo agglomerato di capanne disperso nella savana, per riabbracciare sua mamma. È stata lei a chiedere di continuare: “Date ad altre mamme la speranza che ho avuto io. Date loro la possibilità di lottare per la vita dei loro bambini”. Per tante famiglie, anche solo sperare è un lusso. La storia di Halkano ha superato i confini del suo villaggio, diffondendosi in tutta la diocesi attraverso la voce delle mamme. Dal 2014, arrivando nei diversi villaggi, le famiglie hanno iniziato a portare i volontari all’interno delle loro capanne, aprendo non solo le proprie case ma anche i loro cuori. Hanno condiviso la sofferenza della povertà e della malattia, soprattutto dei più piccoli.
Il progetto oggi
In questi anni i volontari hanno incontrato decine di bambini, ragazzi, giovani e adulti. Insieme alle loro famiglie, ai sacerdoti di Marsabit, alle suore e grazie ai contatti via via stabiliti con ospedali e scuole specializzate, si offre l’accesso a cure adeguate, interventi chirurgici e terapie riabilitative.
Il progetto garantisce alla popolazione locale, soprattutto neonati, bambini, anziani, disabili e donne di raggiungere gli ospedali, di essere visitati, di effettuare esami diagnostici appropriati, di essere sottoposti ad interventi chirurgici, terapie farmacologiche e riabilitative; inoltre garantisce la frequenza scolastica, presso scuole speciali, di bambini affetti da sindrome di Down e sordomuti attraverso il pagamento delle tasse scolastiche e del trasporto trimestrale.
Solo tra il 2025 e i primi mesi del 2026 si sono organizzati gli interventi per cinque bambini con sindrome del piede torto e per una bambina con idrocefalo, supportando anche la fase riabilitativa. Si sostiene anche chi ha patologie fisiche o mentali garantendo la frequenza di scuole specializzate. Vincent, Nabolu, Erik, Lilian, Nkurkud, Ltuumwa, Pamela, Benjamin, Philip, Doris, Robert, Ramatu, Sali, Lazaro, Gabriel, Ntesekwa e tanti altri. Di ognuno ci si prende cura. Non tutti i bambini ce l’hanno fatta, ma la maggior parte ha visto trasformare la propria vita.
La storia di Nabolu Lengensen
I volontari hanno conosciuto Nabolu nel 2014 a Kituruni, outstation di Karare. Affetta da sindrome di Down, era in condizioni fisiche precarie. La sua famiglia, non avendo assolutamente idea di questa patologia, non sapeva come gestire la piccola e lei aveva grandi difficoltà di linguaggio. I volontari si sono presi cura di lei e si sono messi alla ricerca di una scuola adatta. Grazie a Nabolu si è entrati in contatto con la Meru School for mentally challenged and autism children, a circa 300 km da Marsabit.
Oggi Nabolu è una ragazza in salute, si esprime con più facilità, interagisce con spontaneità con la famiglia e il villaggio. È fonte di gioia per tutti. La sua storia ha dato coraggio ad altre famiglie. Da allora, più bambini con disabilità fisiche e mentali hanno smesso di restare isolati.
Target del crowdfunding e sostenibilità economica
Le donazioni raccolte permetteranno di coprire il fabbisogno annuale per garantire la continuità didattica, logistica e sanitaria ai 14 bambini attualmente inseriti nelle scuole speciali di Meru (Meru School e Kaga School for Deaf), e di finanziare l’inserimento di altri minori con disabilità attualmente in lista d’attesa.
I costi standard pro-capite sono così strutturati:
- Retta scolastica specialistica: ~65 € (9.000 Ksh) a trimestre per studente.
- Trasporto protetto verso gli istituti (300 km): ~430 € (70.000 Ksh) a trimestre per studente.
- Kit materiale e igiene personale: Divise, cancelleria e presidi igienici per l’inclusione.
- Assicurazione Sanitaria Annuale (NHIF): ~57 € (8.000 Ksh) all’anno per garantire l’accesso ai servizi sanitari locali.
Proiezione del Fabbisogno Annuale Complessivo (per i 14 studenti attivi)
Voce di Spesa Costo in Ksh (Totale) Costo in Euro (Approssimativo, relativo al cambio corrente)
- Rette Scolastiche (3 trimestri) 378.000 Ksh ~ 2.330 €
- Trasporti Protetti (3 trimestri) 2.940.000 Ksh ~ 18.060 €
- Assicurazione Sanitaria (NHIF) 112.000 Ksh ~ 690 €
FABBISOGNO TOTALE STIMATO 3.430.000 Ksh ~ 21.080 €
Nota: ai costi tabulati si aggiungono le spese variabili per i kit di cancelleria, divise e igiene personale
Perché “prendersi cura”
Prendersi cura è un gesto semplice e rivoluzionario. Significa riconoscere che la vita dell’altro ci riguarda, che nessuno cresce o vive davvero da solo. È un atteggiamento che nasce da ascolto, rispetto e responsabilità reciproca: tre parole che, messe insieme, costruiscono la comunità. Con il progetto “Avrò cura di te” traduciamo questo impegno in azioni concrete per le popolazioni della diocesi di Marsabit, nel nord del Kenya.
In un territorio segnato da povertà, scarsità d’acqua e difficoltà ad accedere a salute ed educazione, prendersi cura significa creare legami, condividere risorse, formare persone capaci di cambiamento. Non è solo aiuto materiale: è costruire relazioni di fiducia e corresponsabilità. “Avrò cura di te” è un invito a guardare il mondo con occhi più attenti, a lasciarci toccare dai bisogni degli altri, a scegliere la via della prossimità e della speranza. Perché prendersi cura dell’altro è, in fondo, il modo più umano e concreto di costruire un futuro migliore per tutti.
ASSOCIAZIONE PRENDI IL LARGO
L’Associazione pubblica di fedeli Prendi il Largo nasce nel 2016 per sostenere concretamente le attività di promozione umana del Movimento Missionario Amici di Marsabit.
A seguito del gemellaggio tra le due diocesi di Brindisi-Ostuni e Marsabit in Kenya, sancito dall’invio di due missionari fidei donum, a partire dalla fine degli anni ’90, gruppi di laici si sono impegnati in attività di evangelizzazione, promozione e sviluppo, lavorando a stretto contatto con sacerdoti e vescovi nelle due diocesi.
A partire dal 2016 Prendi il Largo diventa braccio operativo del movimento attraverso la quale i soci si impegnano a sviluppare e sostenere progetti di promozione della salute, dell’istruzione e di inclusione sociale in diversi villaggi della Contea di Marsabit, nel nord-est del Kenya territorio arido e caratterizzato da un’estrema povertà. Nello specifico i progetti si occupano del sostegno scolastico a bambini provenienti da situazioni familiari di estrema povertà, garantendo loro la possibilità di frequentare la scuola e di ricevere un pasto adeguato al giorno; di cura e difesa della salute, garantendo cure mediche adeguate, interventi chirurgici, terapie riabilitative e la frequenza di scuole speciali per bambini affetti da gravi disabilità.





