“Quando ho ricevuto la diagnosi e mi sono preparata ad affrontare la chemioterapia, l'oncologo mi ha spiegato che avrei dovuto effettuare alcune cure odontoiatriche prima di iniziare il percorso terapeutico e prima dell'assunzione dei bifosfonati. Pensavo che il Servizio Sanitario Nazionale coprisse queste prestazioni, ma mi è stato comunicato che non era possibile perché avevo già usufruito in passato delle agevolazioni odontoiatriche per altre cure. Mi sono trovata così in una situazione molto difficile: dovevo affrontare un intervento indispensabile per la mia salute, ma non avevo le risorse economiche per sostenerne il costo. Grazie a GADOS ODV e al progetto FAD -...

"Ciao, siamo Medici per i Diritti Umani, un gruppo di dottori: se hai qualche problema di salute, chiedi pure." Partiamo dalla salute. Dall'urgenza, più o meno impellente, che nessuno ha intercettato. Da una ferita non medicata, un dolore cronico, una tosse che non passa. Da un bisogno che spesso non trova parole, perché non si sa come, dove o a chi rivolgersi. Il primo passo della cura è l'ascolto. E l'ascolto comincia da una domanda, soprattutto quando, dall'altra parte, la domanda è muta, incomprensibile, incompresa o semplicemente rimasta inascoltata. Un Camper per i Diritti è un luogo di incontro. Di primi contatti, spesso...

“Quando Stefania arrivò da noi, aveva 18 anni, un osteosarcoma incurabile e una sentenza di tre mesi di vita. L’Ospedale l’aveva dimessa indirizzandola in un hospice a cento chilometri dal suo paesino della Calabria dove viveva con i suoi genitori. Ma Stefania in hospice non volle andare.  Aveva paura, voleva sentirsi ancora a casa. I suoi genitori, che avevamo già ospitato durante il suo ricovero in ospedale a Roma, ci chiesero aiuto con le lacrime agli occhi. Non esitammo: la nostra casa AMSO aprì le  porte e si strinse attorno a loro. Attivammo, con immediatezza, l’assistenza domiciliare, trasformando la nostra struttura...

“Mi chiamo Giorgia, ho 33 anni e, quando ne avevo 15, ho scoperto di avere un tumore. Durante la malattia e le cure a cui mi sono sottoposta, ho perso molta della mia indipendenza. Passavo molto più tempo con i miei genitori di quanto una normale adolescente farebbe per sua scelta: in ospedale durante i ricoveri, a casa quando smaltivo gli effetti collaterali delle cure, o quando mi ammalavo a causa delle mie difese immunitarie basse.  Così, quando i miei genitori hanno sentito parlare di un’associazione (Piano C ODV) che portava ragazzi come me a un campo estivo in Irlanda, hanno...

“Da trent'anni A.G.A.P.E. ETS crede che l'istruzione sia uno degli strumenti più efficaci per cambiare il futuro di una persona e, insieme, quello di una comunità. Per questo, in ogni Paese in cui opera, ha investito in scuole, case-famiglia, borse di studio e percorsi educativi, accompagnando migliaia di bambini e giovani in Brasile, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, India ed Ecuador. Dietro ogni progetto ci sono storie che danno senso concreto a questo impegno, storie diverse ma unite da un filo comune: la possibilità di cambiare il proprio futuro grazie all’istruzione e a un accompagnamento costante. Graciele è cresciuta...

“Dimenticare un nome appena conosciuto capita a tutti, provare a ricordarlo è un esercizio faticoso, ma significativo: dietro ogni nome si nasconde un'identità precisa, fatta di fatiche e storie. Chiamare qualcuno per nome significa uscire dall'anonimato ed entrare in una relazione autentica. In tutti questi anni con gli Amici di Marsabit abbiamo imparato molti nomi. Uno, in particolare, ha segnato le nostre vite: Nabolu. Per l'intero villaggio era semplicemente "la bambina che non parla". Nessuno pronunciava il suo nome. Isolata e nascosta dalla famiglia, per paura e per ignoranza, viveva nell'ombra. Forti dell'esperienza del progetto Avrò cura di te, abbiamo...

“Insieme per l’India ODV è approdata a Kifaru - Tanzania nel 2018, al seguito di Fr. Joseph Rodrigues, un sacerdote indiano da noi supportato in India ed inviato missionario nella regione del Kilimangiaro. Il momento era quello giusto: avevamo del denaro e nessun progetto all’orizzonte; così, da una piccola struttura che otto anni fa raccoglieva 25 bambini, oggi siamo arrivati ad ospitare nella Rupert Children Home 200 tra ragazzi e ragazze. Con le sole forze di un’ associazione con 13 soci, ma tanti tanti amici e sostenitori, ad oggi abbiamo costruito sulla collina di Kileo un campus che conta due dormitori, un...

“Finalmente sabato e finalmente al “Prato del Benessere” a respirare con gli amici in un'isola verde in mezzo alla città. Quando sono arrivata ero molto stanca, le attività sono dolci, la camminata lenta; tutto respirando dolcemente, profondamente e piano piano il mio corpo e il mio spirito trovano equilibrio serenità e pace. La terra sotto i piedi, il cielo sulla testa e l’energia scorre lentamente respirando si torna alla Vita, a dare senso al tutto. Con calma ci sediamo e parliamo. Chi vuole e si sente racconta, ci si racconta. Infine, intorno ad un tavolo, ognuno offre il cibo che...

“La genitorialità di un figlio disabile è qualcosa che non si può capire se non la si vive direttamente. La preoccupazione maggiore, quando i figli crescono, diventa il loro futuro quando noi non ci saremo più. Le vacanze estive a volte riservano sorprese inaspettate, così, nel 2019, mia moglie ha conosciuto un’educatrice di Bergamo che le ha fatto scattare la scintilla di innesco per il progetto che perseguiamo da anni: la creazione di una unità abitativa con alloggi per disabili gravi, partendo dalla nostra esigenza personale per nostro figlio e allargandola poi anche ad altre persone che hanno deciso di...

La testimonianza di Fabrizio Signorelli, volontario Naga, medico e direttore sanitario ambulatorio medico. “Fare il medico al Naga ODV significa non aver smesso di voler salvare il mondo. E’ davvero così. Significa scegliere ogni giorno di esserci, di fare qualcosa che senza di te forse non accadrebbe: curare persone che, senza il Naga, non saprebbero dove andare. Per me, però, il Naga è stato anche molto altro. È stato l’incontro con persone provenienti da Paesi diversi, con modi nuovi di raccontare il dolore e la malattia, con culture e motivazioni religiose che mi hanno costretto a guardare il mondo da prospettive che...