PROGETTO “GOCCE DI SOLLIEVO PER L’ENDOMETRIOSI”
La preservazione della fertilità rappresenta una fetta molto importante dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita – PMA. Questo tipo di trattamento può essere effettuato a causa di una malattia oppure a seguito di una personale idea di programmazione della propria vita (social freezing). In particolare, la preservazione della fertilità è l’insieme delle tecniche mediche e biologiche finalizzate a mantenere la capacità riproduttiva di una persona in situazioni in cui questa potrebbe essere compromessa da trattamenti medici potenzialmente dannosi (come chemioterapia e/o radioterapia) o da malattie che possono ridurre la fertilità (come endometriosi, tumori e malattie autoimmuni).
Ad oggi, dopo l’approvazione da parte del Ministero della Salute del decreto tariffe LEA in vigore dal 2025, la preservazione della fertilità è una prestazione garantita alla paziente oncologica dal Sistema Sanitario Nazionale. Grazie alla lungimiranza e alla sensibilità della Regione Veneto, nel 2022 è stato deliberato che possono accedere a questi trattamenti anche pazienti affette da malattie con impatto sulla fertilità: endometriosi di III e IV stadio, malattie neurodegenerative, malattie autoimmuni, mutazioni geniche onco predisponenti, insufficienze ovariche premature, etc.
Ma non basta! Nonostante l’accesso sia pubblico, i farmaci necessari per questo percorso — in particolare gli analoghi del GnRH e le gonadotropine — non vengono rimborsati nonostante richiedano una ricetta medica per essere acquistati (farmaci di Fascia C). Le gonadotropine vengono assunte per circa 10–14 giorni al fine di stimolare le ovaie a produrre più ovociti del normale, anziché uno solo per ciclo); per evitare i fenomeni di ovulazione spontanea, alla paziente vengono somministrati anche degli Analoghi del GnRH. Dopodiché, l’ovulazione viene indotta mediante la somministrazione di gonadotropina corionica.
Il costo di una fiala di Antagonista del GnRH (che rappresenta il tipo di GnRH analogo più utilizzato nelle stimolazioni ovariche) va dai 42€ ai 65€ circa, a seconda della casa produttrice. Nel corso di una stimolazione ovarica la paziente deve iniettarsi un numero di fiale variabile (in relazione alla risposta soggettiva alla terapia) che può andare da 3 fino a 15-18 fiale di farmaco, con conseguente necessità di sostenere dei costi molto elevati per arrivare alla fine della terapia! Il carico economico diventa così estremamente oneroso, soprattutto per chi si trova già in un momento così fragile e complesso: una stimolazione ormonale può andare da circa 800€ fino a oltre 1.500€ euro!
Questa situazione crea inevitabilmente una discriminazione tra le pazienti rispetto alle possibilità di accesso ai trattamenti anche all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, in quanto coloro che possono permettersi i farmaci potranno sottoporsi alle terapie, mentre le altre dovranno rinunciare, vedendosi così costrette probabilmente ad abbandonare la loro speranza di diventare mamme un giorno, quando la loro malattia glielo consentirà.
Brelù APS ha deciso di dedicare il loro progetto annuale alle donne con endometriosi di III e IV stadio, per sostenere il loro diritto alla scelta. Pertanto, durante tutto il 2025, ogni donazione ricevuta sarà destinata all’acquisto di questi farmaci essenziali ma non coperti dal Sistema Sanitario Nazionale, che verranno così donati al Centro di PMA dell’Ospedale Università di Padova diretto dalla Prof.ssa Andrisani. L’obiettivo è che nessuna donna con endometriosi grave si senta esclusa o debba rinunciare al suo desiderio di maternità per una questione economica!
BRELÙ APS
Brelù APS nasce nel 2020 in memoria di Luciana Bresolin, mancata in seguito ad una neoplasia allo stomaco. Questa splendida realtà si occupa della divulgazione dell’oncofertilità: si tratta di una disciplina medica che si occupa della preservazione della fertilità nelle persone che stanno combattendo contro un tumore prima di iniziare trattamenti oncologici.
Ad oggi, l’80% dei pazienti sottoposti a cure antitumorali subiscono effetti collaterali importanti, uno di questi è proprio l’infertilità. Per questo motivo è importante che oncologi, ginecologi e andrologi collaborino da subito prima di iniziare le terapie antitumorali!
I centri di oncofertilità in Italia sono ancora pochi e poco conosciuti. Brelù APS collabora con i centri di oncofertilità della Fondazione IEO Monzino e l’Azienda Ospedale Università di Padova.





