PROGETTO “BASKET BEATS BORDERS”
Basket Beats Borders – Italia 2026
A cosa servono i fondi?
I fondi raccolti servono a portare in Italia, dal 1 al 9 luglio 2026, una squadra di giovani cestiste palestinesi del campo profughi di Shatila, nella periferia di Beirut – Libano. L’iniziativa è promossa dalla San Salvario ASD e dal BEA Chieri SSDRL.
La donazioni raccolte copriranno:
- voli internazionali e spostamenti interni
- vitto e alloggio
- assicurazioni
- attività sportive, allenamenti e momenti di scambio culturale
Senza queste risorse, il viaggio non può avvenire. La cifra è importante e il tempo è poco, ma è il minimo necessario per coprire le spese. Ogni donazione è un passo in avanti per portare qui la squadra!
Le atlete del campo profughi di Shatila
Il campo profughi di Shatila è stato creato nel 1949 per accogliere palestinesi in fuga, oggi ospita oltre 25.000 persone in uno spazio di circa un chilometro quadrato. Le condizioni sono difficili: sovraffollamento, infrastrutture precarie, accesso limitato ai servizi essenziali.
In questo contesto è nata una squadra femminile di pallacanestro.
Grazie al lavoro della polisportiva Real Palestine Youth F.C., fondata da Captain Majdi — anche lui rifugiato palestinese — alcune ragazze hanno trovato nel basket uno spazio di espressione e autodeterminazione.
In una realtà segnata da condizioni di vita complesse, il campo rappresenta un’alternativa, un luogo di crescita, di svago e di socialità che rompe gli schemi e i pregiudizi legati allo sport femminile.
Come nasce Basket Beats Borders
Nel 2017 associazioni sportive italiane – tra cui Atletico San Lorenzo e All Reds Basket – insieme al Real Palestine Youth F.C. hanno dato vita al progetto Basket Beats Borders.
L’obiettivo era semplice e concreto: permettere alla squadra femminile di uscire dal Libano e vivere esperienze sportive internazionali, rompendo simbolicamente e fisicamente l’isolamento.
Nel tempo il progetto è cresciuto, consolidando una rete di relazioni tra realtà sportive italiane e la comunità di Shatila. Il ponte tra realtà sportive italiane e libanesi rappresenta un modo per superare concretamente i confini imposti dalla condizione di rifugiate, status che continua a essere ereditato per nascita dai palestinesi e che non consente loro di muoversi liberamente.
Il progetto a Torino
Dal 1 al 9 luglio 2026 la squadra sarà ospitata dalla San Salvario ASD, dal BEA Chieri e dalla rete di associazioni e cittadini che co-partecipano al progetto. Durante la permanenza sono previsti:
- allenamenti condivisi
- tornei di basket a squadre e 3 contro 3
- formazione per allenatori e allenatrici
- incontri con realtà sportive e sociali del territorio
- attività culturali e momenti pubblici di confronto
Perché questo progetto è importante
Lo scambio da un lato rappresenta un’opportunità per la squadra di cestiste di maturare sul piano sportivo e di oltrepassare i confini grazie all’attività agonistica, offrendo alle atlete un’esperienza sportiva e umana fuori dal contesto del campo. Dall’altro lato il progetto assume un valore significativo per il nostro territorio. Attraverso l’incontro con un gruppo di giovani atlete, favorisce una maggiore consapevolezza delle condizioni di vita nei campi profughi palestinesi e restituisce il senso di umanità e la forza rigenerativa dello sport.
Creando uno spazio di incontro tra giovani provenienti da contesti diversi si offre la possibilità di sperimentare concretamente come lo sport possa, almeno in parte, superare le barriere e aprire percorsi inclusivi, orientati alle comunità.
SAN SALVARIO ASD
San Salvario ASD è una polisportiva che opera nell’omonimo quartiere dal 2010. Attualmente l’associazione coordina 1 squadra di calcio a 11 iscritte al campionato CSI, 1 squadra di calcio a 5 femminile iscritte una al campionato Uisp, 2 squadre miste di pallavolo iscritta al campionato UISP e 1 squadra di basket anch’essa iscritta al campionato UISP. Oltre alle attività di squadra, la ASD San Salvario offre un corso di boxe con istruttore presso la Casa del Quartiere di San Salvario e la palestra dell’Istituto Comprensivo Statale I.C. Manzoni, un corso di yoga, uno di danzaterapia, uno di ju-jitsu e un corso di tennis. Nel complesso l’ associazione conta circa 200 soci di età compresa tra i 6 e i 50 anni.
L’obiettivo dell’associazione è quella di proporre attività sportive promuovendo la salute e cercando allo stesso tempo di ridurre il più possibile i costi, offrendo inoltre momenti di aggregazione tra soci/e attraverso eventi sportivi o di autofinanziamento, collaborando con le realtà sul territorio, come ad esempio la Casa del quartiere di San Salvario, il servizio di educativa di strada di “Spazio Anch’io”, che opera nel parco del Valentino e lo spazio polivalente “La Baraca” di Via Rapallo. L’ idea è quella di concepire lo sport come un mezzo aggregativo e come uno strumento per creare comunità e socialità piuttosto che competizione e celebrazione individuale. La maggior parte degli/delle associati/e sceglie di praticare sport per via dell’attenzione alla gestione dei gruppi, piuttosto che all’agonismo della pratica sportiva. Principio cardine è inoltre quello dell’accessibilità. L’attività sportiva deve essere garantita a tutti/e e non può essere escludente sul piano economico, abilistico, di genere, etnico o religioso.





