PROGETTO “ADOTTA UNA GIORNALISTA – DIAMO VOCE A CHI NON HA VOCE”
“Adotta una giornalista” è un progetto di giornalismo indipendente di Radio Bullets APS che vuole permettere a giornaliste che vivono in paesi in guerra o sotto regimi repressivi di continuare a raccontare ciò che accade nei loro paesi.
In molte parti del mondo oggi le donne non possono lavorare, studiare o parlare in pubblico. In Afghanistan, ad esempio, le giornaliste sono state progressivamente escluse dalle redazioni, dai programmi televisivi e dagli spazi pubblici dopo il ritorno al potere dei talebani il 15 agosto 2021. Per molte di loro fare informazione è diventato impossibile, e spesso anche pericoloso.
Grazie a questo progetto l’obiettivo è sostenere economicamente alcune di queste professioniste, permettendo loro di continuare a scrivere e raccontare il proprio paese attraverso Radio Bullets APS e fa sì che le loro voci non vengano cancellate.
Una delle giornaliste che vorremmo sostenere è Leila Sarwari, giornalista afghana che collabora con questa meravigliosa realtà. Dopo la presa del potere dei talebani, ha perso la possibilità di lavorare nel suo paese e oggi, come molte donne afghane, si trova a dover sostenere la propria famiglia senza poter esercitare liberamente la propria professione. Attraverso questo progetto Leila potrà continuare a raccontare la realtà dell’Afghanistan e la vita delle donne sotto il regime talebano.
L’obiettivo è ampliare questa rete di collaborazioni coinvolgendo anche giornaliste da altri contesti difficili o di guerra, come Gaza o il Sudan, dove fare informazione indipendente è sempre più rischioso. Sostenere queste giornaliste significa non solo garantire loro un lavoro dignitoso, ma anche preservare uno spazio di informazione libero e diretto da luoghi che spesso restano invisibili nel dibattito pubblico.
Radio Bullets APS è una testata giornalistica indipendente dedicata all’informazione internazionale, ai diritti umani e alle storie che raramente trovano spazio nei media tradizionali. Crede che conoscere quello che accade nel mondo sia fondamentale per comprendere anche la nostra società e sviluppare una cittadinanza più consapevole. Attraverso questo notiziario quotidiano e i podcast di approfondimento vengono conflitti, diritti umani, migrazioni e questioni di genere, dando spazio soprattutto alle voci delle persone che vivono direttamente queste realtà.
Con il progetto “Adotta una giornalista” Radio Bullets APS vuole fare un passo in più: non parlare solo delle persone, ma permettere loro di parlare direttamente al mondo. Il contributo raccolto attraverso questa campagna servirà a sostenere il lavoro delle giornaliste coinvolte nel progetto, permettendo loro di produrre articoli, reportage e testimonianze che verranno pubblicati su Radio Bullets e diffusi attraverso i suoi canali.
Radio Bullets APS crede che dare voce a queste giornaliste significhi non solo sostenere il loro lavoro, ma anche contrastare il silenzio che troppo spesso circonda le violazioni dei diritti umani. Perché quando una giornalista smette di scrivere, non è solo una storia che si perde: è un pezzo di realtà che scompare.
RADIO BULLETS APS
Radio Bullets APS è una testata giornalistica indipendente e online che si occupa di Esteri, diritti umani e inclusività. Una sezione si occupa di news e un’altra di cultura, dai libri, alla tecnologia e all’economia, passando per l’immigrazione e con la chiara mission di dare voce alle storie di persone che non ne hanno.
Ogni giorno c’è un notiziario in podcast che fa il giro del mondo e diverse rubriche o notizie che servono ad approfondire quello che accade a livello internazionale, in un panorama mediatico in cui gli esteri, soprattutto in Italia, sono spesso approcciati (quando lo sono) con sensazionalismo e purtroppo superficialità. Settimanalmente il notiziario si occupa in particolare di questioni di genere ed LGBTQIA+ nel mondo.
Radio Bullets APS è una redazione diffusa al femminile, presenti nel mondo con reportage in zone di crisi come l’Afghanistan, Siria, la Palestina.
Sono stati pubblicati anche due libri: “Burqa Queen” e “Quando muoio lo dico a Dio”, storie di quotidiano estremismo.





