“Quando penso a Ninfea, il mio cuore corre inevitabilmente a una frase del Piccolo Principe: ‘Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!’

Queste parole descrivono perfettamente ciò che provo per lei. Ninfea non è solo una cavalla. È la mia compagna silenziosa, la custode discreta di un legame che non ha bisogno di essere spiegato. Con le sue abitudini pacate e la sua presenza attenta, con i suoi gesti fatti di ascolto, di rispetto e di una protezione naturale, da semplice animale con cui condividere passeggiate all’aria aperta è diventata un’amica vera. Un’anima con la quale intrecciare un tempo prezioso di vita, costruendo un legame libero, autentico, generoso. Con lei ho imparato a siglare non un accordo, ma un patto sacro del cuore.

Ogni volta che scelgo di stare con Ninfea, mi preparo interiormente a sintonizzare il mio cuore sul suo ritmo. È come accordare due strumenti: lascio andare la pressione emotiva, le energie distratte, il disordine dei pensieri, il caos cognitivo che mi abita. In quel silenzio interiore, mi dispongo ad esserci, interamente presente. Ed è allora che scopro la sua vicinanza come un dono: il suo esserci per me è un atto limpido, trasparente, quasi sacro. È un’espressione di naturale considerazione, un segno di autentico riguardo, una generosità disinteressata che fiorisce in una fiducia solida, concreta e pura.

Col passare del tempo ho compreso sempre più che il suo desiderio di starmi accanto nasceva da qualcosa di semplice e potente: un bisogno autentico di amicizia, un desiderio genuino di conoscermi davvero. Non aveva bisogno di parole: le bastava osservare il ritmo del mio respiro, la piega della mia postura, la rigidità nascosta nelle mie contratture o il modo in cui le mie mani si adagiavano sulla sua criniera. Da quei dettagli invisibili ai più, Ninfea capiva come stavo. E senza giudizi, senza richieste, senza forzature, mi restituiva equilibrio, facendomi sentire di nuovo centrata, riconnessa a me stessa.

Era come se il suo cuore si mettesse in ascolto del mio, e il suo corpo diventasse uno specchio fedele del mio vissuto. In quella reciprocità muta prendeva forma una simbiosi rara e preziosa: un legame che non chiedeva spiegazioni né definizioni, ma che si nutriva della semplice autenticità dell’essere presenti l’una all’altra.
Era — ed è tuttora — quella comunione profonda di cui entrambe abbiamo bisogno per sentirci intere, vive, radicate. Una prova tangibile che l’amicizia, quando è vera, sa guarire e trasformare.

E così, da questo incontro, il ritmo della mia vita ha iniziato a cambiare. È nato un pensiero nuovo, un desiderio semplice e al tempo stesso potente: condividere con altri il benessere che i cavalli possono donare, far scoprire la bellezza trasformativa della relazione con loro. Da lì è nata Nonperderelestaffe Associazione ETS e, a seguire, il progetto della costruzione di un centro di Horse Theraspy dove poter sviluppare il programma “Cavalcare il presente: un progetto sociale contro le dipendenze digitali”…. affinché ciò che Ninfea mi ha insegnato — con la sua presenza silenziosa e il suo cuore specchiante — possa diventare dono anche per molti altri

In un’ epoca in cui, purtroppo, la  dipendenza digitale non è soltanto una questione di tecnologia, ma un fenomeno che tocca in profondità le relazioni e le emozioni di sempre più persone, l’iniziativa di un centro di Horse Therapy vuole essere creazione di un luogo vivo, concreto e trasformativo, in cui giovani, adulti e famiglie possano ritrovare il respiro dell’autenticità, lontano dal frastuono e dalle continue distrazioni del mondo digitale.

L’obiettivo è offrire uno spazio sicuro e accogliente, dove riscoprire la forza di una connessione reale, corporea e simbolica con il cavallo: un incontro che restituisce presenza, ascolto e radicamento.
Attraverso questa esperienza, Cavalcare il presente desidera accompagnare le persone verso un nuovo equilibrio, in cui il mondo digitale non sia più una fuga o una gabbia, ma trovi armonia con la vita reale, con la relazione e con l’essere presenti a sé stessi e agli altri.

Così l’insegnamento che Ninfea mi ha donato con il suo silenzio e con il suo cuore diventa un dono più grande, capace di toccare altre vite, e forse di restituire a molti quella stessa simbiosi che io ho avuto la fortuna di incontrare.”

Anna di Nonperderelestaffe Associazione ETS

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