Un giardino per il benessere e la rinascita delle donne operate al seno. Trasformiamo gli spazi ospedalieri in luoghi di bellezza, sollievo e serenità, perché la natura possa offrire una forza in più alle donne nel percorso di recupero dopo il tumore al seno. La cura non si esaurisce nell'atto medico: accanto alle terapie, agli interventi chirurgici e ai percorsi diagnostici e riabilitativi, esiste una dimensione umana fatta di emozioni, relazioni, paure, speranze e bisogni spesso invisibili. Affrontare un tumore al seno significa attraversare un'esperienza che coinvolge profondamente il corpo, la sfera emotiva e la vita quotidiana. Anche dopo l'intervento chirurgico, il percorso...

“Quando ho ricevuto la diagnosi e mi sono preparata ad affrontare la chemioterapia, l'oncologo mi ha spiegato che avrei dovuto effettuare alcune cure odontoiatriche prima di iniziare il percorso terapeutico e prima dell'assunzione dei bifosfonati. Pensavo che il Servizio Sanitario Nazionale coprisse queste prestazioni, ma mi è stato comunicato che non era possibile perché avevo già usufruito in passato delle agevolazioni odontoiatriche per altre cure. Mi sono trovata così in una situazione molto difficile: dovevo affrontare un intervento indispensabile per la mia salute, ma non avevo le risorse economiche per sostenerne il costo. Grazie a GADOS ODV e al progetto FAD -...

“F.A.D. - Fondo Aiuta Donne” è un progetto di GADOS ODV - Gruppo Assistenza Donne Operate al Seno, finalizzato a supportare donne con tumore al seno in difficoltà economica che devono affrontare una serie di spese richieste dalle terapie oncologiche.  F.A.D. desidera raggiungere il maggior numero possibile di donne in difficoltà ad affrontare le spese inerenti alle conseguenze delle terapie oncologiche, aiutandole ad assicurarsi un decorso dignitoso in un periodo che già si presenterà difficile sotto molti aspetti e garantendole una miglior qualità di vita. L’obiettivo è fornire alle pazienti alcuni strumenti: reggiseno post-intervento, parrucca, turbante, interventi di estetica oncologica, tatuaggi al...

“Rinascere sul Dragonboat” è un progetto di Dragonflies Candia ETS legato alla disciplina del Dragonboat. Si tratta di una disciplina sportiva su una  imbarcazione da 10 o 20 posti, che solca le acque di laghi, mari o fiumi. Da parecchi anni è stato scientificamente provato che, nel caso delle donne operate al seno, non si tratta solo di sport, ma di una terapia medica: gli studi avviati dal medico canadese Don McKenzie già nel 1996 dimostrano che il movimento ripetitivo della pagaiata funge da linfodrenaggio naturale, prevenendo e contrastando il linfedema agli arti superiori, una delle complicanze più frequenti dopo...

Fare prevenzione significa rendere la diagnosi precoce sempre più accessibile e concreta, vicino alle persone. Per questo motivo, uno dei progetti più importanti di Sarà Pink ODV sono le giornate di prevenzione senologica gratuita. Durante questi momenti, donne dai 18 ai 90 anni possono effettuare una visita senologica completa con medici specialisti delle Breast Unit dell'Ospedale Circolo di Varese e/o di Humanitas Mater Domini.  Negli ultimi tre anni Sarà Pink ODV ha permesso a circa 300 donne di effettuare una visita senologica gratuita e il progetto è in crescita: nel solo 2025 sono state 140 le donne visitate! Sono numeri che...

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 | Villino Caprifoglio – Parco del Valentino, Torino La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l'impatto delle principali patologie croniche e oncologiche. Una diagnosi precoce permette infatti di aumentare le possibilità di cura, migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sanitari e sociali. Un Villino aperto alla salute Per questo motivo Villino Caprifoglio, sede di 1 Caffe’ ETS nel cuore del Parco del Valentino, diventerà per due giorni un hub della prevenzione, mettendo gratuitamente a disposizione della cittadinanza screening e consulenze specialistiche realizzate insieme ad ETS e professionisti del territorio. L'obiettivo...

"Ciao, siamo Medici per i Diritti Umani, un gruppo di dottori: se hai qualche problema di salute, chiedi pure." Partiamo dalla salute. Dall'urgenza, più o meno impellente, che nessuno ha intercettato. Da una ferita non medicata, un dolore cronico, una tosse che non passa. Da un bisogno che spesso non trova parole, perché non si sa come, dove o a chi rivolgersi. Il primo passo della cura è l'ascolto. E l'ascolto comincia da una domanda, soprattutto quando, dall'altra parte, la domanda è muta, incomprensibile, incompresa o semplicemente rimasta inascoltata. Un Camper per i Diritti è un luogo di incontro. Di primi contatti, spesso...

UN CAMPER PER I DIRITTI – Clinica mobile a Firenze Una visita medica, un ascolto, un orientamento per accedere al Servizio Sanitario Nazionale: sono gesti semplici che possono fare la differenza per chi vive in condizioni di marginalità e incontra ostacoli nell’accesso alle cure. Dal 2004 Medici per i Diritti Umani - MEDU ETS percorre le strade della Toscana per portare assistenza sanitaria, ascolto e orientamento direttamente nei luoghi in cui vivono le persone più vulnerabili. Grazie alla clinica mobile "Un camper per i diritti", raggiunge le persone più vulnerabili cercando di attuare per loro un programma di tutela della salute e...

Il progetto si focalizza sul potenziamento del laboratorio "GlutenFreek: il gusto che unisce" situato in Via della Pescara n.44 a Perugia, con l'obiettivo di estendere la produzione artigianale oltre lo yogurt e i prodotti da forno, introducendo una linea dedicata alla pasta fresca artigianale senza glutine e senza lattosio. L'iniziativa mira a trasformare la convivialità a tavola in un'esperienza realmente accessibile, eliminando le barriere poste dalle intolleranze alimentari e promuovendo l'inclusione attraverso l'eccellenza gastronomica. I dettagli salienti del progetto includono: Innovazione Tecnica e Qualità: Grazie alla partnership con l'azienda locale "Voglia di Pasta" e alla supervisione dello Chef Luca Fabbri, il laboratorio...

“Quando Stefania arrivò da noi, aveva 18 anni, un osteosarcoma incurabile e una sentenza di tre mesi di vita. L’Ospedale l’aveva dimessa indirizzandola in un hospice a cento chilometri dal suo paesino della Calabria dove viveva con i suoi genitori. Ma Stefania in hospice non volle andare.  Aveva paura, voleva sentirsi ancora a casa. I suoi genitori, che avevamo già ospitato durante il suo ricovero in ospedale a Roma, ci chiesero aiuto con le lacrime agli occhi. Non esitammo: la nostra casa AMSO aprì le  porte e si strinse attorno a loro. Attivammo, con immediatezza, l’assistenza domiciliare, trasformando la nostra struttura...