LA STORIA DI SIMONE: IL PAPÀ DI ALMA E NORA

“Mi chiamo Simone, sono insegnante di lettere al liceo Beccaria di Milano, ho una compagna francese e due figlie, Alma e Nora di 13 e 10 anni.

Cinque anni fa, accompagnando le classi della scuola a vedere lo spettacolo “Opera Panica” al Teatro Franco Parenti, conosco il duo Duperdu – Marta M. Marangoni e Fabio Wolf anima artistica dell’associazione Minima Theatralia APS, che svolge l’importante lavoro di Teatro Sociale e di Comunità nelle periferie. 

Tre anni fa, con la mia famiglia al completo, assistiamo al colossal teatral-musicale “Kafka of Suburbia” al Teatro Elfo Puccini di Milano: le bimbe sono entusiaste di vedere tanti attori diversi in scena, inclusi bambini e bambine!

Due anni fa, in previsione della messinscena del nuovo colossal: “Epopea dell’irrealtà di Niguarda”, colgo l’occasione per chiedere di partecipare ai loro progetti: così io prendo parte al laboratorio di teatro inclusivo per adulti e le bimbe provano l’esperienza dedicata al gruppo dei bambiny.

Alma e Nora stringono subito tante amicizie ed escono dalle lezioni cariche di energia. Parlano ucraino, russo, spagnolo, francese… Scoprono che la diversità unisce! 

Quando arriva il gran giorno, al Teatro Elfo Puccini, la tensione è alta, ma la forza collettiva ci anima: siamo sul palco della sala Shakespeare, in platea ci sono amici, compagni, studenti… I bambiny ricevono dal pubblico una marea di applausi!

Un anno fa, ci ritroviamo e scopriamo il nuovo progetto e con le ragazze, sotto la guida di Marta, all’interno dei laboratori affrontiamo il tema della diversità e del ruolo della donna nella società e partecipiamo alla creazione delle scene. 

Di nuovo il grande giorno: i più grandi aiutano i più piccoli a trovare il loro posto sulla scena, e una delle compagne del gruppo, che ha i genitori non udenti, conosce la LIS e traduce una canzone sul palco. Le ragazze sono state impressionate dalle sfumature dei gesti : sapete come si somigliano le parole « teatro » e « giustizia » in LIS ?

Alma e Nora sono oggi due ragazze molto coinvolte dall’idea di inclusione, non perché l’hanno letta nei libri o imparata a scuola, ma perché l’hanno vista e vissuta in prima persona.

Senza esitazione vorrebbero aderire al nuovo spettacolo, perché Minima Theatralia APS è diventata parte della loro crescita.”

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