“Ho sempre sentito dire che fare un viaggio in Africa è come riscoprire l’anima del mondo, e quando a marzo del 2025 mi si è presentata l’opportunità di partire davvero per l’Uganda grazie ad AICO ODV, i cui progetti di volontariato cercavo già di sostenere da alcuni anni, devo dire che ero quindi presuntamente preparato a vivere questa esperienza con uno strutturato spirito di consapevolezza.
Invece nella realtà dei fatti non ero preparato per nulla, nel senso che effettivamente la mia esperienza ugandese è qualcosa che non si può trasmettere a pieno, e allo stesso tempo è impossibile da far comprendere indirettamente. Si può trovare un vero senso solo se si vive in prima persona: nel mio caso proprio grazie alla mediazione privilegiata di una realtà come AICO ODV, cioè grazie ai suoi progetti mirati di volontariato all’interno dei contesti locali, che quindi ho potuto conoscere giorno dopo giorno.
Dunque, seppure risulti impossibile tradurre questa mia esperienza e far provare le stesse cose che ho provato io, cercherò con questa mia testimonianza di farne trasparire almeno un barlume.
Sto parlando di un tipo di esperienza che può cambiare la percezione del mondo e che può permettere di scendere a fondo nell’animo umano, nelle cui profondità è forse più semplice riscoprire l’essenza, cioè l’anima del mondo, appunto.
Già dagli incontri preparatori presso la sede romana di AICO ODV, nei mesi precedenti alla partenza, ho compreso che questo viaggio in Uganda era organizzato in maniera meticolosa, permettendo sia logisticamente sia umanamente di vivere certamente un’esperienza unica.
Questa meticolosità è risultata subito chiara appena messo il piede in Uganda:
dagli spostamenti in minivan con le guide locali, fino al consumo di cibo locale in forma di buffet, su richiesta pratica di AICO ODV per garantire il rispetto dei tempi della tabella di marcia, che altrimenti avrebbe visto ritardi enormi.
Per poi iniziare da subito ad appurare il lato umano di questo viaggio di conoscenza:
dall’immersione nelle comunità locali dei villaggi rurali come quello di Kitabu, fino alla diretta conoscenza di altri molteplici contesti come carceri femminili, orfanotrofi, scuole di ogni ordine e grado, cioè tutti i contesti che AICO ODV ci ha fatto visitare, o per meglio dire vivere, con i suoi progetti di volontariato, attraverso cui l’Associazione ha portato e continua a portare acqua attraverso la costruzione di pozzi, ha costruito centri medici per categorie fragili, ha donato attrezzature e creato possibilità di supporto e nuova inclusione sociale per donne, bambini, e molto altro. Anche qui le descrizioni sono poco rilevanti, perché guardando quelle persone negli occhi mentre vedevi la loro soddisfazione o il loro dolore, o notando i bambini con quel loro sorriso e la loro vitalità, era praticamente chiaro a tutti noi viaggiatori che solo quelle espressioni davano a noi molto più di quanto ognuno di noi potesse mai dare loro. In particolare, negli occhi grandi di due bambine di Kitabu, che avranno avuto tra i 9 e i 12 anni, ho visto una consapevolezza che da noi potrebbe avere una donna di 40 o 50 anni, e in quegli occhi vispi e profondi credo di aver percepito lo spirito del mondo di cui parlavo all’inizio: le bambine erano da sole nella loro casa, cioè una capanna di argilla con tetto di lamiera, mentre la madre incinta, malata di AIDS, veniva presa in cura nel centro medico costruito da AICO ODV.
Un viaggio che unisce passaggi unici dentro le città ed esperienze di paesaggi ed ecosistemi ancestrali:
dalle trafficate città con strade non asfaltate piene di tassisti in motocicletta (Boda Boda) e bambini che a due anni attraversavano la strada da soli, molto spesso scalzi, nel contesto di centri di commercio e poli abitativi che costeggiavano le vie, fino alla natura incontaminata e ancestrale delle montagne a cavallo dell’equatore e alle pianure della Savana e dei laghi dei parchi nazionali. In questi parchi abbiamo avuto l’occasione di vedere straordinari animali (leoni, giraffe, bufali e antilopi, scimmie, ippopotami, ecc.) nel loro ambiente naturale ed elefanti che attraversavano la strada o camminavano a un metro dal nostro alloggio di due giorni nella Savana.
Neanche queste esperienze sono raccontabili nel pieno della loro potenza, si può solo viverle.
Il contatto con le popolazioni e quello che abbiamo capito di poter fare:
dalle comunità che ci accoglievano e chiedevano aiuti basilari, come non fare piovere in testa ai bambini all’interno di una scuola costituita da quattro muri senza un tetto, fino alla consapevolezza che pur volendo aiutare il più possibile non si può aiutare tutti, e che nonostante questo basti pochissimo per dare comunque sollievo a decine di migliaia di persone come fa AICO ODV da oltre 16 anni: per questo azioni semplici come donare il 5×1000 all’Associazione oppure fare un viaggio di conoscenza come quello che sto testimoniando può fare davvero la differenza, e l’anima del mondo sta anche qui, nel voler fare azione per il prossimo, ognuno secondo le proprie possibilità.
In conclusione, chi si aspetta un puro viaggio turistico verrà deluso. Questo organizzato da AICO ODV, nel massimo della sicurezza, è più un viaggio che porta a conoscere contesti impossibili da vivere in altra maniera se non questa, coniugati con la visita più comune ai parchi naturalistici: nella realtà dei fatti questo è un viaggio adatto per chi fa azione, cioè per chi vuole conoscere l’essenza di sé in rapporto con l’anima del mondo, o quanto meno uno sprazzo di quest’ultima.
Se posso dare un consiglio: se siete pronti partite, anche se nella realtà dei fatti non lo sarete mai: e quindi? e quindi partite per l’Uganda.”
Roy Andrea Guido, partecipante alla missione AICO ODV (26 marzo – 4 aprile 2025)






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