“Mi chiamo Agnes e ho 38 anni. La mia vita è cambiata irreparabilmente cinque anni fa quando la
seconda moglie di mio marito ha deciso di farmi del male, versandomi acido sul volto. La crudeltà
di quel gesto ha lasciato segni profondi, non solo sulla mia pelle ma anche nella mia anima. Il mio
volto, ora segnato, racconta tutto ciò che l’acido ha portato via: la mia bellezza, la mia sicurezza,
una vita senza dolore costante e la possibilità di vivere senza paura. Indosso una parrucca, non ho
più i capelli, e una mascherina, ma c’è una parte di me che non riesco a coprire: i miei occhi.
Ho passato mesi a chiedermi se sarei mai riuscita a guardarmi negli occhi senza provare vergogna e
orrore. Sono consapevole che la società mi guarda con occhi pieni di pietà e paura. Poi ho saputo
dell’arrivo dei medici di Cute Project Onlus e ho sperato potessero fare qualcosa per me.
Li ho incontrati e quando il dottor Edris Kalanzi, un chirurgo ugandese che si è specializzato in
Italia, e il dottor Bollero mi hanno chiesto cosa volessi sistemare, perché tutto non era possibile, ho
detto: “Per favore, sistematemi gli occhi. Non posso nasconderli. E anche il collo, fatico a
muoverlo.”
Così è stato. Dopo l’intervento, i miei occhi non fanno più paura. Non sono ancora perfetti, ma ora
posso guardare chiunque senza sentirmi giudicata solo per ciò che mi è accaduto.
Muovo il collo senza sentirmi costantemente legata.
So che avrò bisogno di altri interventi, forse tornerò, forse no. Ma, per la prima volta dopo anni, mi
sento più vicina a quella che ero prima. I miei occhi non raccontano più solo il dolore, ma anche la
speranza di una nuova vita.
Non sarà facile, e non sono più la stessa di prima, ma ogni giorno mi sento più forte. Le cicatrici
non spariranno mai, ma ho imparato a viverci. E a volte, anche un piccolo intervento può restituire
dignità. Guardarmi allo specchio oggi non è più un incubo, ma un piccolo passo verso la libertà.”
Agnes, paziente di Cute Project Onlus






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