“La genitorialità di un figlio disabile è qualcosa che non si può capire se non la si vive direttamente. La preoccupazione maggiore, quando i figli crescono, diventa il loro futuro quando noi non ci saremo più. Le vacanze estive a volte riservano sorprese inaspettate, così, nel 2019, mia moglie ha conosciuto un’educatrice di Bergamo che le ha fatto scattare la scintilla di innesco per il progetto che perseguiamo da anni: la creazione di una unità abitativa con alloggi per disabili gravi, partendo dalla nostra esigenza personale per nostro figlio e allargandola poi anche ad altre persone che hanno deciso di credere insieme a noi in qualcosa che vogliamo realizzare per i nostri figli e per quelle famiglie che sono alla ricerca di qualcosa che in questo frangente fatica ad essere compreso e attuato. La pandemia ha fatto il resto concedendoci nel 2020, durante tutto il tempo di arresto globale, la possibilità di strutturarci e di creare un’associazione di promozione sociale per raggiungere il nostro scopo. Questo ci ha resi ancora più determinati e focalizzati nel raggiungere insieme un obiettivo personale ampliandolo e coinvolgendo persone a noi vicine che ci supportano e ci sostengono. Ad oggi non siamo più solo una famiglia, ma un insieme di persone che si mettono a disposizione volontariamente e reciprocamente per cercare un cambiamento di rotta necessario in un momento storico particolarmente complicato.”
Vice Presidente Daniele Bignamini






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