“Ci sono incontri che cambiano tutti. Chi arriva… e chi accoglie.

Il giorno in cui Emanuele arrivò a WonderLAD – l’hub extraospedaliero di L’Albero dei Desideri ETS –  portava con sé più di quanto si vedesse. Ma si sentiva. Un dolore muto, profondo, nato da una complicanza improvvisa che lo aveva costretto a fermarsi. Da mesi, la sua gamba non si muoveva più. E con lei, si era bloccato tutto il resto: la scuola, lo sport, gli amici, l’allegria di prima. Ogni cosa sembrava lontana, quasi non gli appartenesse più.

A WonderLAD lo abbiamo accolto così com’era. Con il suo silenzio, la sua fatica, le sue paure. E lui, pian piano, ci ha fatti entrare.

Un gesto alla volta lo abbiamo visto cambiare, riprendere confidenza col suo corpo, ridere di nuovo, lasciarsi stupire. Ma non siamo stati gli unici a dare. Perché ogni traguardo di Emanuele, anche il più piccolo, è diventato linfa per tutti. Ogni qual volta riusciva in qualcosa che il giorno prima sembrava impossibile, esplodeva un’emozione condivisa. Una foto mandata in chat, una telefonata tra operatori e volontari, un’esclamazione: “Avete visto cosa ha fatto Emanuele?”

Sorrisi che si rincorrono nei corridoi, lacrime buone che scendono senza preavviso.
Perché a WonderLAD la gioia non si trattiene: esplode, si moltiplica, passa di mano in mano come un biglietto fortunato.

Con la sua forza gentile, Emanuele ci ha insegnato che si può ricominciare anche quando tutto sembra perduto. Che la cura è un patto. E funziona solo se si è in due, o meglio ancora in tanti, a camminare nella stessa direzione.

Oggi Emanuele ha rimesso gli sci ai piedi. È tornato in montagna con i suoi amici. Ha affrontato una salita, ha goduto la discesa. E noi, con lui. Non solo con il pensiero, ma con i cuori pieni e le mani che applaudono anche da lontano.

Perché a WonderLAD si cresce insieme. Chi arriva trova casa.
Chi c’è già, trova ogni volta un nuovo motivo per credere nel domani. E per festeggiarlo. Insieme.”

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