Alessio, e quello che mi ha insegnato senza saperlo
Posted at 16:24h in Storie 0 Commenti
“In SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) incontro molte storie difficili, ma quella di Alessio è una di quelle che non si dimenticano. Quando parla le parole gli escono come una raffica, accartocciate, e nei momenti di agitazione è quasi impossibile capirlo. I pazienti lo temono un po’ per il rumore che porta con sé, ma a guardarlo bene è impossibile non volergli bene.
Il primario ci chiese di provare a ricostruire qualcosa della sua vita, perché di lui si sapeva poco. Per attirare la sua attenzione gli proponemmo di scrivere una delle “denunce” di cui parlava sempre. Funzionò: si sedette, chinò il viso sul foglio e iniziò a raccontarsi. Le frasi erano confuse, ma da quei frammenti emersero un fratello, litigi, pezzi sparsi di una storia che potremmo riferire al reparto.
Un pomeriggio Alessio era particolarmente agitato. Gli proposi di scrivere ancora una denuncia. Si calmò immediatamente: per quindici minuti rimase concentrato, occupato in qualcosa che gli dava un ruolo chiaro e comprensibile. In quel silenzio improvviso ho capito quanto basti poco, a volte, per restituire un po’ di pace.
Un altro giorno, più tranquillo, gli chiedemmo di dettare una poesia. Nacque “Il sole”, poi “Il mare”: immagini semplici ma sorprendentemente coerenti. Quando gli proposi una terza poesia, mi guardò sorridendo, come a dirmi che non bisognava esagerare. Era un sorriso intelligente, ironico, che mostrava una presenza che spesso non riusciva ad esprimere a parole.
Dopo un lungo ricovero Alessio trovò una sistemazione al nord, poi tornò in reparto. Con l’aiuto di due giovani psicologi fece piccoli progressi, fragili ma preziosi. Un giorno è stato dimesso. Non so dove sia ora, ma spero in un luogo che lo rispetti.
Da volontario pensavo di dover “dare”. Con Alessio ho capito che la parte più importante è imparare: ad ascoltare, ad avere pazienza, a riconoscere la dignità nascosta anche dietro le parole più confuse.”
Racconto di un volontario della Fondazione di Liegro






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