“La prima volta che ho sentito parlare di SMC – Sclerosi Multipla Canavesana APS ETS non ho pensato a un’associazione. Ho pensato alle persone, ai volti, alle voci, alle storie che spesso restano ai margini perché la malattia spaventa, mette a disagio, fa abbassare lo sguardo. La sclerosi multipla non si vede sempre, ma c’è. E quando entra nella vita di qualcuno, non chiede permesso.

SMC è nata così: da un bisogno reale. Non solo di cure, ma di esserci. Di non sentirsi soli quando una visita va male, quando una giornata sembra più pesante delle altre, quando anche uscire di casa diventa una piccola impresa. Qui nessuno è un numero, nessuno è “solo un paziente”. Qui ci si chiama per nome.

Ricordo una mattina come tante, il nostro mezzo pronto per un trasporto gratuito. Un sorriso timido, un “grazie” detto quasi sottovoce. Durante il viaggio abbiamo parlato di tutto, tranne che di malattia. Ed è lì che ho capito davvero cosa facciamo: non accompagna solo persone da un punto A a un punto B, accompagniamo vite che continuano. SMC è fatta di volontari che rubano tempo al lavoro e alla famiglia, di utenti che diventano amici, di collaborazioni preziose come quelle con Ivrea Soccorso. È una mano tesa senza giudizio, è un caffè dopo un’attività, è una risata che vale quanto una terapia.

Questa non è solo un’associazione. È una comunità che sceglie ogni giorno di non arrendersi, di aiutarsi, di camminare insieme. Anche quando le gambe tremano, anche quando la strada è in salita. Perché insieme, qui a SMC, si va un po’ più lontano.”

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