“Quando Stefania arrivò da noi, aveva 18 anni, un osteosarcoma incurabile e una sentenza di tre mesi di vita. L’Ospedale l’aveva dimessa indirizzandola in un hospice a cento chilometri dal suo paesino della Calabria dove viveva con i suoi genitori. Ma Stefania in hospice non volle andare. Aveva paura, voleva sentirsi ancora a casa. I suoi genitori, che avevamo già ospitato durante il suo ricovero in ospedale a Roma, ci chiesero aiuto con le lacrime agli occhi. Non esitammo: la nostra casa AMSO aprì le porte e si strinse attorno a loro.
Attivammo, con immediatezza, l’assistenza domiciliare, trasformando la nostra struttura non in un luogo di attesa, ma in un nido di vita. Accadde un piccolo, straordinario miracolo: quei tre mesi pronosticati dai medici divennero due anni. Due anni intensi, vissuti giorno per giorno. Come volontari ci alternavamo senza sosta per non lasciarla mai sola. Abbiamo condiviso paure, silenzi, ma anche risate e speranze.
Per Stefania riuscimmo persino a organizzare per il suo compleanno una sorpresa indimenticabile: una festa con il suo cantante preferito Fabrizio Moro. Vedere i suoi occhi illuminarsi di gioia pura, dimenticando un pomeriggio la malattia, fu un regalo che non dimenticheremo mai.
Stefania era felice, circondata da un affetto sincero che l’ha accompagnata fino all’ultimo giorno, quando purtroppo ci ha lasciati.
La storia di Stefania racchiude l’essenza di ciò che facciamo ogni giorno.
Garantire un’accoglienza gratuita a chi affronta viaggi della speranza significa offrire molto più di un letto: significa restituire dignità, abbattere la solitudine e trasformare la sofferenza in un percorso fatto di amore e vicinanza.
Nessuno dovrebbe affrontare il dolore da solo ed è per storie anche come quella di Stefania che la nostra Casa deve continuare a tenere la porta sempre aperta per far sì che nessuno debba mai affrontare il buio da solo.
Questa esperienza ci è entrata dentro, Stefania ci ha insegnato che il tempo non si misura nei giorni, ma nella quantità d’amore con cui scegliamo di riempirli.
Custodiremo la sua forza e il suo sorriso nei nostri cuori e quanto sia prezioso ed essenziale esserci per gli altri.”
Pina Cervini






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