“Una delle regole di Telefono Amico Novara ODV è l’anonimato: siamo voci e ombre senza volto, tuttavia abbiamo raccolto in questo articolo il vissuto, le emozioni dei nostri volontari che non possono apparire.”

Volontario 1

“Sono passati più di vent’anni dal mio primo turno al Telefono Amico: è stato l’inizio di una straordinaria esperienza che ha cambiato il mio approccio alle relazioni e alla vita. Continua scoperta di me e dell’altro, aspettative disattese, delusioni, sorpresa, nuove prospettive, noia, stimoli, forza del gruppo e del lavoro di rete: un ricco bagaglio che porterò sempre con me. Ancora oggi resta viva la curiosità della prima volta: scoprire chi ci sarà dall’altra parte. Che sia una voce sconosciuta o già sentita, una persona mite o adirata, ormai so che un essere umano saprà stupirmi una volta in più con la complessità, la bellezza, i limiti del suo essere unico. “

 

Volontario 2

“Il Corso è stato una passeggiata: quello era il mio elemento: giochi di ruolo, attività di gruppo, riflessioni, narrazioni, … Quando però si è trattato di decidere se proseguire con il servizio, sono sorti i dubbi: per tutta la vita avevo ascoltato e poi parlato, e parlato molto. Il telefono invece era una rivoluzione: niente più risposte pratiche, niente indicazioni, banditi i consigli. 

Ma sono curiosa e forse anche imprudente, per cui mi sono buttata nella nuova esperienza. Non è stato un vero salto nel buio, ma le prime volte mi sono sentita insicura: ero entrata in un mondo in cui le parole, le mie, diventavano pietre, non c’erano sguardi e sorrisi a sostenermi, ma voci e regole nuove. Attenzione e cura dell’altro non erano sufficienti, e soprattutto c’erano limiti da non valicare…

“Bisogna rispettare i silenzi…Si può dire, ma non troppo… Si può chiedere, ma solo se serve alla relazione”. Già, la relazione con chi ti chiama, lo sconosciuto che ha bisogno di te proprio in quel momento, ha necessità che forse non ti dice, indossa maschere, ha silenzi, paure, rabbia che puoi solo intuire 

E incredibilmente ho imparato che mi piaceva ascoltare, che i silenzi mi davano forza, che non sentivo il bisogno di chiedere e che dare consigli non era una necessità. 

Non è stato e non è sempre facile. A volte l’interlocutore è talmente arrabbiato che provi un senso di impotenza. Ci sono momenti in cui il dolore dell’altro ti fa  sentire inutile. E poi c’è la paura di dire la cosa sbagliata o la noia e il fastidio che provi mentre ascolti le parole ripetute cento volte dalla stessa persona. 

Perché continuare se è così difficile? Perché ascoltare mi fa stare bene, perché entrare in sintonia con qualcuno mi sprona a fare sempre meglio. Mi basta un tono di voce che cambia, un sospiro di sollievo, un grazie a mezza voce, un sorriso appena percepito nelle parole di chi chiama, per comprendere il senso del servizio: esserci, ascoltare, partecipare, condividere. 

E allora mi risiedo davanti al telefono, aspetto lo squillo con un misto di ansia e aspettativa e poi succede: il telefono suona, alzo la cornetta:

  • Pronto, Telefono Amico, Buongiorno
  • Buongiorno, meno male che qualcuno mi risponde… è l’inizio di un’altra storia”

 

Volontario 3

“Quest’anno si brinda: sono maggiorenne…di volontariato al Telefono Amico!

18 anni e la mente torna a quando ho iniziato: era un momento della mia vita in cui avevo bisogno di ritrovarmi e di ritrovare un senso e ho pensato che dare qualcosa (almeno il tempo) agli altri potesse aiutarmi, mi ritenevo un po’ capace di ascoltare e … il viaggio è iniziato!

Ho scoperto un mondo inaspettato, imprevisto, nascosto, esteso e diversificato: voci che mi hanno comunicato ansia, angoscia, paura, preoccupazione, smarrimento, delusione, stanchezza, frustrazione, vergogna, rimorsi, rimpianti ma anche quotidianità, le piccole cose di ogni giorno.

E per tutti la solitudine di non aver nessuno con cui condividere il momento, lo stato d’animo, il sentimento, l’emozione, la difficoltà.

E ancora oggi, dopo tutti questi anni, a fine turno succede che sono soddisfatta/contenta oppure che mi chiedo come avrei potuto accogliere meglio quella voce con cui la relazione non è decollata: di una cosa sono certa, continuo a imparare perché al Telefono Amico siamo persone che incontrano persone e nel relazionarsi con gli altri si impara sempre a patto di tenere la mente aperta e aver voglia di mettersi in discussione.

Grazie Telefono Amico!”

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